#CHIEDILOALLESPERTO con Maurizio Arduin: allevare nei mesi invernali

Qualche dubbio sulle infinite sfaccettature del magico mondo avicolo? #CHIEDILOALLESPERTO!

Allevare nei mesi invernali
Allevare nei mesi invernali

Siamo felici di presentarvi la nostra nuova rubrica con Maurizio Arduin – Centro Studi Règia Stazione Sperimentale di Pollicoltura, a vostra disposizione per chiarire tutti i vostri interrogativi in materia di allevamento e incubazione.

MAURIZIO ARDUIN

Esperto nell’allevamento, nella selezione e nel benessere di animali da cortile, dal 1985 al 1999 è stato direttore del Consorzio per lo Sviluppo Avicunicolo e della selvaggina del Veneto (Ente pubblico costituito tra le Amministrazioni Provinciali del Veneto), acquisendo l’eredità della Règia Stazione Sperimentale di Pollicoltura, consistente in circa 4.000 riproduttori di oltre 30 vecchie razze italiane di avicoli. Sotto la sua direzione sono state recuperate le razze Ancona, Siciliana e Valdarnese bianca, e su indicazione del Ministero, è stato istituito il primo Conservatorio Nazionale delle Razze Avicole in pericolo di estinzione.
Arduin ha promosso e collaborato al recupero di numerose razze avicole date per estinte: Millefiori di Lonigo, Oca Veneta e Oca Padovana in Veneto, Trentina in Provincia di Trento, Gigante nero d’Italia in Liguria, Leccese in Puglia e molte altre. Ha promosso anche il recupero di antiche produzioni legate al territorio come il Pollo Brianzolo in Lombardia.

In Veneto, guidando una Rete tra Enti Pubblici, è stato Coordinatore di Programmi di conservazione della biodiversità di interesse agrario (BIONET) e responsabile di Progetti regionale (BIODI.VE e Autoconservazione), favorendo la partecipazione di allevatori/agricoltori custodi nella conservazione della biodiversità agraria.
Maurizio Arduin si è occupato anche di avicoltura biologica pubblicando, nel 1998, il primo protocollo italiano sull’allevamento biologico degli avicoli: 10 anni prima del Regolamento europeo sulla zootecnia biologica. Nel 2007 ha partecipato alla Prima Conferenza Internazionale Tecnica sulle Risorse Genetiche Animali (Interlaken – Svizzera) organizzata dal FAO, presentando un protocollo per “L’allevamento biologico e la conservazione delle risorse genetiche animali” in collaborazione con l’I.F.O.A.M. (Federazione Internazionale dei movimenti per l’agricoltura biologica).

Per conto del Ministero dell’Agricoltura, ha collaborato nella stesura del primo Regolamento Comunitario sulla zootecnia biologica, occupandosi principalmente di avicoltura.
Collabora dal 1988 con la rivista Vita in Campagna realizzando Articoli e Guide Illustrate sull’allevamento degli animali da cortile.
Dal 2008 ha collaborato con la trasmissione GEO & GEO di Rai 3, su tematiche inerenti la biodiversità zootecnica e il benessere animale. È autore di numerosi libri, tradotti anche all’estero.

Ma veniamo alle domande!

Allevare nei mesi invernali: cosa fare? Yassin chiede:

“Ho un pollaio in cui tengo galline ovaiole ibride rosse e galli Sebright e padovani. Queste razze resistono al freddo? C’è qualche segreto da mettere in pratica per allevare nei mesi invernali?

Maurizio Arduin risponde:

“Per le galline, la resistenza alle malattie e alle condizioni ambientali (freddo, siccità, ecc.) dipende, oltre che da fattori genetici, anche da un corretto allevamento durante le prime 10-12 settimane di vita. Le galline commerciali in genere sono acquistate all’età di 18-22 settimane e quindi, dato che per il primo periodo sono state allevate da professionisti si ha la certezza che abbiano una buona resistenza al freddo. Le galline di razza (Sebright, Padovane, ecc.) sono per definizione più rustiche, sempre che siano state allevate correttamente nelle prime settimane e che non siano consanguinee.

Alcuni consigli che potete seguire per allevare nei mesi invernali:

  • allevarle in ambienti chiusi con pavimento imbottito da una lettiera permanente (truciolo di legno o paglia tritata);
  • non superare la concentrazione di 5-6 capi per metro quadrato di ricovero;
  • evitare correnti d’aria fredde che colpiscano direttamente le galline preferendo finestre a “vasistas”;
  • verificare che di notte tutte le galline siano appollaiate su dei posatoi;
  • distribuire una corretta alimentazione con una percentuale di proteine di circa il 15-16%.

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